COMMERCIO
Nuovi assetti per il commercio
La variante urbanistica per le aree commerciali prevede un intervento di grande distribuzione all’ex Cdr, la valorizzazione dei negozi cittadini e la nascita del centro commerciale naturale
Il Consiglio Comunale, tornati gli atti dalla Regione, in una delle sue ultime sedute del 2003, ha approvato –favorevole la maggioranza di centro sinistra, astenuta Rifondazione Comunista e Lista Indipendente, contrario il centro destra - la variante urbanistica per le aree commerciali. Lo strumento, che entra a pieno titolo a far parte del nuovo Piano strutturale, permetterà ora di realizzare sia nuovi interventi che di razionalizzare ed incentivare – come ha dichiarato il vicesindaco ed assessore all’urbanistica Simone Gheri - tutto il settore del commercio cittadino in stretta relazione con l’area metropolitana.
Con i comuni di Firenze e Lastra a Signa, ricordiamo, fu infatti a suo tempo sottoscritto un accordo sulla grande distribuzione, ed è proprio su quella base che il Piano di Scandicci può ora prevedere la nascita di un centro commerciale di 25 mila metri quadrati –15 mila di ipermercato 10 mila di galleria commerciale- nella area ex Cdr, nei pressi degli attuali svincoli autostradali. Questa previsione infatti ha comportato la riduzione della superficie della nuova Coop di San Lorenzo a Greve dagli iniziali 13 agli attuali 9 mila metri quadri.
Ed in futuro significherà la dismissione dell’Ipercoop di Lastra a Signa. Il centro che sorgerà a Scandicci quindi sarà a saldo zero delle superfici di grande distribuzione nel sud ovest fiorentino. Ma il Piano del commercio approvato non è certo soltanto grande distribuzione. Per quanto riguarda il cosiddetto commercio di vicinato, per i negozi fino a 250 metri quadri, come incentivo a nuove aperture, non sono previste limitazioni in materia di parcheggi, ad esclusione per le vie ad alta intensità di traffico come via Roma e via Pisana.
In queste strade infatti gli esercizi sopra i 150 metri quadri dovranno essere dotati di spazi per la sosta. Per le attività che si svolgono su superfici classificate medie (fino a 2500 metri quadri) il Piano conferma le previsioni di un supermercato da 800 mq a Vingone ed un altro in via Cardinal Romero. In zona industriale potranno aprire, previa opera di miglioramento ambientale, esercizi di 800 mq ad esclusione di quelli destinati alla vendita di generi alimentari.
Ma la vera anima del Piano risiede nella grande opera di rivitalizzazione e riqualificazione che l’ amministrazione comunale- assessorati al commercio, all’urbanistica, ai lavori pubblici- stanno producendo per il centro cittadino. Partito con il grande intervento di Piazza Matteotti, il progetto proseguirà nella creazione del centro commerciale naturale sull’asse che dal Palazzo Comunale arriva in Piazza Togliatti. Altro punto, questo, per il quale è in fase di elaborazione una progettazione tale da restituire anche questa piazza all’uso davvero quotidiano che un vero spazio centrale cittadino deve avere. (Cl.Ar.)

VIABILITA'
Cambia la rotonda del Teatro
Dopo la sperimentazione di questi mesi sarà a forma di ellisse per migliorare circolazione e scorrimento – Nel progetti anche uno spartitraffico alberato su via Donizetti e la sistemazione dei parcheggi in via Vivaldi – Una rotonda sostituirà il semaforo all’incrocio via Pisana – Nazioni Unite

Dopo la sperimentazione, utilissima per correggere forme e misure ed aggiustare le traiettorie di scorrimento, la rotonda provvisoria sistemata davanti al Teatro Studio, all’incrocio tra le vie Donizetti, Vivaldi e Leoncavallo ha un disegno definitivo, un progetto redatto dall’ufficio tecnico del Comune e, tra fine gennaio ed inizio febbraio, entrerà in fase di realizzazione. Cambierà la forma, che sarà ad ellisse, per consentire una migliore circolazione in entrata ed uscita. E, nel tratto di via Donizetti tra la rotonda e l’incrocio con via Rialdoli –regolato da impianto semaforico- verrà realizzato uno spartitraffico centrale ed alberato. L’intervento, che anticipa le previsioni di viale alberato indicate nel riassetto contenuto nel piano del nuovo centro, darà a quella che fino ad oggi ha avuto più l’aspetto di una strada di attraversamento, le sembianze di un vero e proprio boulevard cittadino. Oltre l’estetica, la realizzazione dello spartitraffico aiuterà anche a migliorare e risolvere il problema della sicurezza di via Donizetti, dove la larghezza della strada invita a velocità sostenute, una delle cause dei diversi incidenti, alcuni anche mortali, che purtroppo si sono verificati in questi ultimi anni. L’intervento complessivo, stimato attorno ai 120 mila euro, potrebbe arricchirsi di un elemento di arredo urbano, molto probabilmente una fontana, posto al centro della nuova rotonda. Risolto questo nodo, l’amministrazione ha già messo al lavoro l’ufficio tecnico per la progettazione di un’altra rotonda, questa davvero strategica per la viabilità, da realizzare all’incrocio tra via Pisana e via delle Nazioni Unite in sostituzione dell’attuale semaforo. Si tratta di un punto di grande sofferenza che, oltre al movimento che interessa la zona industriale, è sottoposto al traffico intenso sia da e per Lastra a Signa che da quello in uscita ed entrata per la A1 e la Fi-Pi-Li. Secondo le previsioni, progetto ed inizio dei lavori entro il 2004. Gli interventi sono seguiti di concerto dall’assessore ai lavori pubblici Marcello Dugini e da Maria Grazia Martignoni, assessore a viabilità e mobilità.


CREMAZIONE
Le ceneri anche a casa
Il Consiglio Comunale, pressoché all’unanimità (con la sola astensione dell’Udc), ha approvato una modifica all’articolo 45 del Regolamento di polizia mortuaria che, così cambiato, permette ai familiari dei defunti, dopo la cremazione, la conservazione delle urne con le ceneri presso l’abitazione.
La delibera approvata dal Consiglio permette di attuare quanto già indicato dalla legge 130 del 2001 che stabiliva questa possibilità ma rimandava poi ai regolamenti locali. Cosa che appunto Scandicci, quinto comune in Italia, il terzo in Toscana dopo Firenze e Camaiore, ha fatto rispondendo in questo modo a tutte quelle famiglie per la maggioranza delle quali questa possibilità rimane ancora preclusa. Rimane invece da regolamentare la dispersione delle ceneri e dovrà essere la Giunta comunale ad indicare i luoghi dove questa sarà possibile. Gli orientamenti vanno per l’individuazione di un’area all’interno del cimitero di Sant’Antonio e di un altro luogo, lontano dai centri abitati, in riva d’Arno.
Dopo le procedure regolamentari, tiene a sottolineare l’assessore Giuseppe Punturiero, la sfida è comunque culturale: la scelta della cremazione è, in Italia (6,8%) ancora lontanissima dai livelli di paesi europei come la Danimarca, l’Inghilterra e la Repubblica Ceca si attesta oltre il 70%.

URBANISTICA
Adottato il piano strutturale
Tutti gli atti e carte della pianificazione territoriale, votati a novembre dal Consiglio Comunale, pubblicati a dicembre per le osservazioni (scadenza il 9 febbraio), torneranno all’assemblea per l’approvazione definitiva entro la legislatura

Ln questo schizzo dell’architetto Rogers un particolare della piazza civica per il nuovo centro di Scandicci
Dal 10 dicembre, e per sessanta giorni, tutti gli atti e le carte del nuovo Piano strutturale che, al termine di una discussione durata due pomeriggi, il Consiglio Comunale di Scandicci, a novembre, ha votato ed adottato (con il favore della maggioranza di centro sinistra, l'astensione di Rifondazione comunista ed i voti contrari di Forza Italia, Alleanza nazionale e Udc) sono in visione all’Ufficio di Piano del Comune per raccogliere le eventuali osservazioni dei cittadini.
Osservazioni che, una volta scaduti i termini della loro presentazione (il 9 di febbraio) saranno vagliate, ammesse, accolte in parte o respinte.
Dopodiché lo strumento di pianificazione territoriale coordinato da Lorenzo Paoli con la consulenza degli architetti Giancarlo Paba, Gianfranco Gorelli e del loro staff, tornerà nuovamente al Consiglio Comunale per essere definitivamente approvato prima del termine della legislatura.
Nella stessa seduta il Consiglio Comunale ha anche approvato (con i voti della maggioranza di centro sinistra, di Forza Italia e di Rifondazione comunista, contrari An e Udc) un emendamento della Giunta al Piano Strutturale stesso, ripreso da un ordine del giorno presentato dal consigliere di Forza Italia Piero Betti, riguardante la possibilità di edificare ulteriori 15 mila metri quadri con funzione produttiva (8000 mq in località Piscetto, 3000 mq a Capannuccia, 2000 mq a Olmo e altrettanti a Casellina).
Un ordine del giorno sulla mobilità e sul collegamento della tranvia con l'ospedale di Torregalli, presentato dalla capogruppo di Alleanza Nazionale Erica Franchi, è stato invece respinto. Nel merito del problema, l’intesa firmata tra i comuni di Scandicci e Firenze, sottoscritto anche da Provincia e Regione, prevede che tra la fermata della tranvia di viale Aldo Moro e l’ospedale di Torregalli sia realizzato un collegamento per mezzo di bus navetta.

PIANO STRUTTURALE
Lo strumento urbanistico sostituisce i vecchi piani regolatori, definisce le linee di sviluppo territoriali e contiene anche le varianti alle aree aperte, al commercio ed il Piano direttore del nuovo centro.
Per quanto riguarda gli interventi nella città il Piano intende ricucire tra loro le varie parti del tessuto urbano, riqualificando aree e funzioni.
In questa direzione spicca l’intervento, legato alla tranvia, relativo alla progettazione e costruzione del nuovo centro.

SISTEMI TERRITORIALI E UTOE
L’Ufficio del Piano ha individuato per Scandicci, sulla base delle sue caratterizzazioni geomorfologiche, quattro Sistemi territoriali: i versanti della Val di Pesa, la dorsale alta della collina, i versanti collinari settentrionali e la piana.
All’interno di questi sistemi , andando ancor più nel dettaglio, sono state ritagliate quattordici Utoe (unità territoriale omogenea elementare): San Giusto-Le Bagnese, la parte storica di Scandicci, Casellina, Vingone e il nuovo centro; in collina Mosciano, Rinaldi, San Martino alla Palma, San Vincenzo a Torri e Broncigliano (in direzione Galluzzo lungo la valle del Greve); poi Badia a Settimo, San Colombano, Capannuccia e l’Olmo.
Per ognuna di queste il Piano Strutturale prevede strategie di riordino, di riqualificazione, di assestamento dei fenomeni insediativi, infrastrutturali e ambientali, e di conseguenza direttrici di sviluppo e strumenti di tutela.

L’ AREA URBANIZZATA
Qui rientra il nuovo centro, affidato a Richard Rogers, che, compreso in una Utoe specifica, servirà anche a dare unità al territorio tra Vingone e Casellina. Per il resto il tessuto urbanizzato è pressoché completato tranne alcune aree in mezzo ai quartieri.

LE COLLINE
Qui non saranno realizzate edificazioni ex novo . Nuove abitazioni sono invece previste in aree dismesse da riportare a funzione residenziale, sul modello dell’intervento progettato per San Vincenzo a Torri. Con la Variante alle aree agricole sono stati individuati strumenti per il recupero di volumi incongrui legittimamente concessionati, che se non utilizzati e non in sintonia con l’ambiente circostante possono essere abbattuti e ricostruiti.
Sulle zone di cerniera tra la città e la collina, in particolare su quella che sale dalla riva sinistra del Vingone, l’Amministrazione ritiene che intorno ai borghi e ad alcuni insediamenti possa essere consentito un ampliamento dell’abitato, “fermo restando la salvaguardia delle colline”.


Valorizzare e dinamizzare le colline in senso turistico
e culturale sono due dei contenuti principali del Piano.



LA PIANA DI SETTIMO
Nessun nuovo ampliamento ma solo interventi di ricucitura dei borghi esistenti, delle aree di frangia, delle zone industriali dove sono allo studio forme di incentivazione ai proprietari degli immobili perché li migliorino, con l’obiettivo di una riqualificazione architettonica. Alla richiesta di nuovi insediamenti produttivi sarà data risposta con l’intervento per l’area del Padule approvato a dicembre dal Consiglio. Dopodiché si valuta che la zona industriale non possa più espandersi. Allo studio una pianificazione che preveda leggeri “supporti” in termini di quantità residenziali e di qualità urbanistica nelle frazioni lungo via Pisana.

LE AREE DI FRANGIA
Con questa definizione si intendono le zone di confine con altri comuni. Per dare definizione a San Giusto, ovvero all’area interna al triangolo formato da via di Ponte a Greve, viale Aldo Moro e via Stradone dell’ospedale, stanno lavorando assieme le amministra-zioni comunali di Firenze e Scandicci, entrambe consapevoli dell’importanza strategica di quello che, affacciandosi sul tracciato della tranvia, è al tempo stesso un pezzo forte della città metropolitana e uno degli ingressi a Scandicci.
Qui sono previste funzioni recettive, commerciali, terziario e residenza.

LA VIABILITÀ
Il Piano recepisce l’accordo tra Scandicci e Firenze, recentemente sottoscritto anche da Provincia e Regione, per il raddoppio di via Baccio da Montelupo, i collegamenti di Badia a Settimo con Ugnano e Mantignano e per Ponte a Greve, e del nodo di San Giusto - Torregalli - Le Bagnese.
Una serie di studi sono dedicati ai collegamenti tra Vingone e nuovo centro, dal momento che le indicazioni per quest’ultima area ne prevedono la pedonalizzazione, e l’alleggerimento dei flussi su via Roma.
Sono inoltre allo studio nuovi percorsi interni e prevista nuova viabilità per l’insediamento del Padule e per la Piana di Settimo.

(Cl.Ar.)