4 PASSI in città

Dopo l’intervento compiuto lo scorso anno in piazza Matteotti, il 10 gennaio sono stati aperti i cantieri per la trasformazione di via Pascoli in corso pedonalizzato. I lavori sono stati programmati in cinque diverse fasi, in maniera tale da arrecare ai residenti il minor disagio possibile. Il progetto, che i cittadini conoscono bene e che è stato confrontato e condiviso con loro e con le associazioni dei commercianti, restituisce qualità di vita, estetica ed ambientale, ad una parte significativa della nostra città. Successivamente prenderà corpo anche il progetto per la ristrutturazione di piazza Togliatti, altro importantissimo tassello per il riassetto cittadino. Con questo intervento l’Amministrazione avrà compiuto un ulteriore passo verso il completamento dell’asse cittadino centrale: dal Municipio, con la nuova piazza antistante il suo ingresso, fino all’ottecentesca piazza Matteotti passando dal centro progettato dall’architetto Richard Rogers che accoglierà anche la stazione della tranvia.
Nella città a misura di automobile, nella città “che-è-tanto-comoda-perchè-c’è-parcheggio-e-non-ci-sono-ingorghi”, a Scandicci insomma, viene chiusa una strada al traffico, la centralissima via Pascoli, quella tra piazza Togliatti e via Francoforte sull’Oder, “tra-piazza-del-mercato-e-il-comune-nuovo”. Viene chiusa al passaggio delle macchine e di tutti i mezzi a motore per lasciarla ai cittadini, che la percorreranno a piedi. Ai lati ci saranno sedute per fermarsi, incontrarsi, negozi per fare compere. C’è di nuovo, in questa operazione, che in genere e finora venivano chiuse al traffico strade tracciate prima dell’invenzione dell’automobile, così da poter dire, al momento dell’inaugurazione della zona pedonale, che quella strada era “finalmente restituita ai cittadini”. Via Pascoli invece prima dell’invenzione dell’automobile non c’era, non è mai stata né un vicolo né un corso di paese, non esistono per via Pascoli foto color seppia, né con calessi, né con dame, né con maniscalchi; nessuno si è mai sognato di passeggiarvi al centro, perché per lustri vi sono sfrecciate auto e moto in su e in giù, continuamente. Non può essere dunque “restituita ai cittadini” perché non è mai stata dei cittadini, almeno non nella sua interezza.
La scelta di pedonalizzare questa strada degli anni settanta ha ben altre motivazioni che non quella del ritorno al passato; è la scelta di una città che si attrezza per il proprio futuro, che si prepara per quando lì, subito accanto, ci sarà il nuovo Centro civico disegnato dall’architetto Richard Rogers, anch’esso pedonalizzato, e sempre lì accanto si fermerà la tranvia, “alla stazione”, con la quale per l’appunto si arriverà senza l’auto, da Scandicci e da Firenze.
Poi dovranno esserci anche i parcheggi per chi giungerà lì su mezzi motorizzati, ma il piacere da riscoprire sarà quello del fare quattro passi. Possiamo immaginarci che da subito nascerà il partito dei contrari, di chi vorrà sapere “chi è l’autore e qual’è la ragione” di “quest’ultima genialata”, di chi interrogherà sul “perché se a Scandicci ci sono strade larghe e si viaggia meglio che a Firenze ci si debba complicare la vita”. Il partito sarà più che legittimo, come i punti di vista che rappresenta, ma non ne faranno parte, ad esempio, i commercianti; i commercianti che non si sono limitati ad accettare una scelta dell’amministrazione comunale, che hanno fatto molto di più, hanno fatto propria un’idea di città, dentro alla quale hanno scelto di stare e di fare la loro parte. Due anni fa il Comune, di concerto con le associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio, iniziò a lavorare sul Pir, il Piano integrato di rivitalizzazione, con l’obiettivo di andare verso la creazione di un Centro commerciale naturale. “Fu individuata questa strategia – ricorda l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Scandicci Marcello Dugini – con lo scopo di aprire un confronto con la grande distribuzione e di offrire ai cittadini un’alternativa ai centri commerciali, dove le famiglie passano molte ore”. La zona scelta fu quella del cosiddetto “asse commerciale”, la direttrice che comprende via Pascoli, piazza Togliatti, via Aleardi, piazza Piave e piazza Matteotti, includendo anche tutte le strade traverse oltre a via dei Rossi, via Dante e piazza Manara. Lo strumento individuato allora per arrivare al centro commerciale naturale fu quello del consorzio tra negozianti dell’area Pir, che avesse il ruolo di creare visibilità e programmare promozione, pubblicità ed iniziative, in un’economia di scala adatta a competere sullo scenario del commercio dell’area metropolitana di Firenze. Il progetto non è rimasto nel cassetto. Lo scorso novembre si è tenuta la prima assemblea di tutti i soci, comprendente cinquanta titolari di negozi che si trovano nell’area Pir di Scandicci, ed è stato già eletto il Presidente del consorzio Paolo Errico (di cui leggete l’intervista a parte), i Vicepresidenti Simonetta Romoli e Fabrizio Pisani, e nominato il consiglio di 13 membri, tra cui i Presidenti comunali di Confesercenti e Confcommercio, Vittoriano Farsetti e Stefano Del Ventisette, in rappresentanza delle rispettive associazioni di categoria. “Si tratta di una tappa fondamentale – ha commentato l’assessore Dugini – nel percorso iniziato due anni fa con l’approvazione in Consiglio comunale del Piano integrato di rivitalizzazione”. Nei due anni trascorsi dall’approvazione del Pir i negozianti scandiccesi hanno dovuto iniziare a fronteggiare, oltre alla concorrenza della grande distribuzione, un avversario ben più temibile, ovvero la crisi dei consumi. In questa logica è ancora più importante attrezzarsi e cercare nuove strategie, tra cui, fondamentale, vi è quella del “fare sistema” tra singoli operatori, insita nel concetto stesso di Centro commerciale naturale; una ricetta che potrebbe aver già sortito qualche effetto benefico, anche se con il Centro commerciale naturale ancora in embrione, dal momento che per ora qui gli affari sembrano andare per il verso giusto, facendo i debiti scongiuri: se infatti nel 2004 nella sola Provincia di Firenze oltre trecento negozi hanno chiuso, a Scandicci il rapporto tra aperture e chiusure è risultato ancora in attivo, seppur di una sola attività, a conferma del trend positivo degli ultimi anni. E in questo contesto la pedonalizzazione di via Pascoli ha un senso ben preciso, anche se le ragioni che hanno spinto l’amministrazione comunale a scegliere di chiudere questa strada non seguono esclusivamente le esigenze del mondo del commercio. La ragione vera e ultima sta nella volontà di far crescere ed evolvere Scandicci sempre più come una città: quello che negli ultimi anni con un termine tecnico veniva definito come l’asse commerciale, adesso che in via Pascoli si può passeggiare può finalmente diventare il Corso cittadino.

I LAVORI
I lavori per la pedonalizzazione di via Pascoli iniziano il 10 gennaio 2005, con una durata fissata in 188 giorni lavorativi. A conclusione dell’intervento la strada sarà vietata al traffico in tutta la sua lunghezza, ovvero tra via Francoforte sull’Oder e piazza Togliatti. Non potranno circolarvi mezzi a motore, fatta eccezione per quelli degli abitanti che devono raggiungere gli accessi ai garage, per i mezzi di soccorso e per quelli di servizio agli esercizi commerciali, esclusivamente per il tempo necessario alle operazioni di carico e scarico merci, ecc. Ovviamente chi avrà il permesso di transitare in quella strada potrà farlo soltanto procedendo a passo d’uomo. La spesa del Comune per la progettazione e la realizzazione dell’intervento ammonta a un milione e 34 mila euro. I lavori consistono nel riammodernamento di tutti gli impianti del sottosuolo, ovvero di tutto il sistema fognario e per l’intercettazione delle acque di superficie, degli impianti elettrici e telefonici; per le tubazioni del gas l’intervento era stato anticipato alla scorsa estate.
La pavimentazione sarà in cubetti di porfido, disposti secondo un preciso disegno cromatico. La sezione stradale sarà riprofilata su un unico piano, senza marciapiedi e senza alcuno scalino tra le facciate sui due lati della via. Per tutta la lunghezza della strada, vi saranno due file di lampioni, alti cinque metri, oltre a ventisei piante, anch’esse sistemate su due filari. Per sedersi saranno piazzate dieci panchine, due delle quali costruite su disegno. Per evitare particolari disagi agli abitanti, i lavori saranno suddivisi in cinque fasi, durante ognuna delle quali saranno effettuati i lavori di modernizzazione dei sottosistemi e di pavimentazione di un tratto di strada per volta; i segmenti di via in cui sarà frazionato l’intervento saranno quelli compresi tra le varie traverse. Ultimati i lavori per l’impiantistica e la pavimentazione gli operai passeranno alla fase finale, negli ultimi due mesi, per la sistemazione degli elementi di arredo, per la piantumazione degli alberi e per le rifiniture. (Matteo Gucci)

“Pronti alla sfida del centro”
Intervista al presidente del Consorzio per il Centro commerciale naturale

“E’ importante attrarre persone da Scandicci e dal comprensorio di Scandicci, Firenze compresa”.

Proprio così, Firenze sta nel comprensorio di Scandicci secondo Paolo Errico, Presidente del nuovo consorzio di negozianti dell’area Pir, che comprende via Pascoli, piazza Togliatti, via Aleardi, piazza Piave e piazza Matteotti, oltre a tutte le traverse, a via dei Rossi, a via Dante e a piazza Manara; al consorzio hanno aderito cinquanta titolari di esercizi commerciali.
In che senso secondo lei Firenze sta nel comprensorio di Scandicci?
Grazie alla tranvia potranno venire a fare spese qui i fiorentini e i cittadini di tutta l’area; accade già adesso con il mercato del sabato, accade sempre più grazie alla trasformazione visibile dei servizi commerciali della zona”.
Quali strategie vedete possibili con il Centro commerciale naturale?
Con la realizzazione del nuovo centro cittadino disegnato dall’architetto Rogers, con la pedonalizzazione di via Pascoli, con l’arrivo della tranvia Scandicci sarà interessata da grossi cambiamenti. E’ importante che i negozi del centro si diano una propria visibilità, è importante che ci siano azioni di promozione e di pubblicità comuni per emergere nell’area fiorentina”.
Così avrete meno paura della grande distribuzione?
Direi piuttosto che offriremo gli stessi vantaggi dei centri commerciali integrati, oltre a due elementi che la grande distribuzione non può assolutamente dare; questi due elementi sono la città ed il cielo. Va inoltre detto che la varietà commerciale e la differenziazione di articoli e di servizi che ritroviamo tra i cinquanta soci del nostro consorzio, non possono essere offerti neanche dal più grande centro commerciale d’Europa. All’amministrazione comunale chiediamo di facilitare l’accesso all’area Pir e di incrementare i parcheggi nei dintorni”.
Nel concreto quale sarà il vostro ruolo?
Organizzeremo iniziative, promozioni, campagne pubblicitarie uniche per tutti i nostri soci; il consorzio di negozi avrà un nome e un logo, che speriamo di definire entro gennaio”.
E le risorse economiche?
Ci sono i nostri fondi, ci sono i finanziamenti regionali che otteniamo tramite i Centri assistenza tecnica di Confesercenti e di Confcommercio”. (M.G.)