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1991/2011: vent'anni dei Krypton al Teatro Studio

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Un sodalizio duraturo, quello tra il Teatro Studio di Scandicci e la compagnia Krypton.Teatro_Studio_esterno Duraturo e proficuo, evidentemente per entrambi se Scandicci Cultura, emanazione del comune e la compagnia di Giancarlo Cauteruccio e Pina Izzi stanno insieme da vent'anni. Tutto inizia con la chiamata a teatro per una direzione artistica in condominio con la compagnia di danza di Virgilio Sieni e il Teatro dei Piccoli Principi di Alessandro Libertini e Veronique Nah. Poi in coabitazioni successive con Kinkaleri e Gogmagog. Infine, con la decisione di Scandicci Cultura di assegnare -attraverso un bando- la gestione complessiva del teatro, Krypton diventa compagnia unica residente a pieno titolo, responsabile in toto della struttura: della direzione artistica, della programmazione, dalla conduzione economica e finanziaria.

 Gli esordi

Vengono da lontano i Krypton. E' stato lui, infatti, nel 1977 a fondare a Firenze il gruppo Il Marchingegno e, nel 1982, a dar vita con Pina Izzi -ancora oggi pilastro della compagnia- al Gruppo di ricerca teatrale multimedia Krypton. Gli esordi sono ben descritti nelle pagine pubblicate sul sito della compagnia. In quegli anni, si legge, "Krypton fonda la sua ricerca artistica su una specificità tecnologica/elettronica che lo contraddistingue a livello nazionale e internazionale. Partendo dalle arti visive e dall’architettura, Krypton crea progetti di intervento sullo spazio fisico arrivando successivamente a una definizione del teatro tutt’altro che tradizionale. Il suo Teatro di Luce, in cui ha sperimentato l’applicazione di sofisticate tecnologie alla messa in scena, si riferisce prevalentemente, più che alla letteratura teatrale drammatica, a scritture poetiche, mitologiche e contemporanee. Il testo, trattato come componente di un progetto interdisciplinare, si integra con luce, suono, immagine, lavoro attoriale utilizzando un alfabeto spettacolare particolarmente elaborato". Nel 1983 il gruppo realizza una trasposizione dell'Eneide di Virgilio, con la colonna sonora dei Litfiba, che ottiene molto successo in Italia e successivamente è ospite a New York al La Mama Theatre di Ellen Stewart dove viene accolto con grande plauso dal pubblico e dalla stampa.Eneide-Litfiba

La luce, e tutta la problematica, anche filosofica, che ruota intorno a essa, conduce il gruppo alla produzione di Angeli di luce, che debutta al Teatro Fabbricone di Prato, uno spettacolo sull’Apocalisse ispirato all’omonimo libro di Giovanni, alle interrogazioni di Jabès e alla scrittura profetizzante di Peter Handke.

Dal 1985 Cauteruccio ed i suoi molti collaboratori (attori, pittori, poeti, video makers, musicisti e, non ultimi, tecnici elettronici) si inoltrano con maggiore consapevolezza in un lavoro linguistico ed estetico che più concretamente si interroga sulle emergenze del contemporaneo. Nascono Codice (1986) e Skyline (1987), hanno segnato un reale approfondimento dei temi affrontati, così come Tibet (1988) e Senza titolo (1988). Con Forse – Uno studio su Samuel Beckett (1989) e Medea, di Marco Palladini con Marion D'Amburgo (1991), il progetto drammaturgico si fa più forte, e il dialogo tra poesia e tecnologia più integrato.

Gli anni '90: il Teatro Studio

Siamo al 1991, quando Krypton arriva al Teatro Studio di Scandicci. Sono del gennaio 1993 la produzione de L'ultimo nastro di Krapp (nella foto Giancarlo Cauteruccio) di Samuel Beckett e del 1994 l’allestimento dello spettacolo Dino Campana- Un poeta in fuga su drammaturgia poetica di Roberto Carifi. Nel 1995 seguono la in scena di Arsa, un’opera di forte impronta poetica sul testo di Giuseppe Manfridi e con Giorni Felici e Finale di partita la seconda e terza tappa della trilogia dedicata a Beckett. Dopo un primo studio presentato a Firenze nel luglio 1996, nel Chiostro Verde di Santa Maria Novella, Krypton, con Corpo sterminato torna a interrogarsi sul rapporto tra corpo e tecnologia.Trittico_Beckett2
Nel 1997 viene allestito Rosso Liberty, nel 1998 la Compagnia produce Ritratti artistici: battesimi e matrimoni della francese Natacha de Pontcharra. Nel 1999 è la volta di Alice nel paese delle meraviglie da Lewis Carroll e de Il guardiano di Harold Pinter che apre un nuovo capitolo dedicato alla drammaturgia contemporanea, rivolgendo l’attenzione a un intellettuale dalla forte coscienza civile.

Dal 2000 a oggi

Nel 2000 viene presentato al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci il primo studio di Roccu u stortu, uno spettacolo di grande successo che verrà più volte ripreso nelle stagini successive. Nel 2001 la compagnia presenta Dentro la tempesta da The Tempest di William Shakespeare nella nuova traduzione di Alessandro Serpieri. Che, nel luglio 2002, diventa La Tempesta di William Shakespeare, in un allestimento che riserva molte sorprese: un cast di attori ampliato e in parte rinnovato, i nuovi spazi scenici e la collaborazione di Marco Messina e Meg dei 99 Posse che in settembre pubblicano la colonna sonora dello spettacolo nel cd Nous La tempesta.

Nel settembre 2002, Krypton presenta in prima assoluta Ico No Clast di Giampaolo Spinato con la regia di Fulvio Cauteruccio e le musiche originali eseguite dal vivo da Peppe Voltarelli, Marco Messina e lo stesso Fulvio Cauteruccio. Lo spettacolo è un tributo ai Sex Pistols.
Nel novembre 2003 arriva al Teatro Fabbricone di Prato L’ultimo nastro di Krapp e nel maggio 2004 al Teatro Studio va in scena Ubu c'è da Ubu Roi di Alfred Jarry: lo spettacolo è introdotto da una testimonianza esclusiva in video del grande filosofo Jean Baudrillard (nella foto). Jean_BaudrillardIl 5 aprile 2005 debutta in prima assoluta al Teatro Studio Fame– Mi fa fame scritto, diretto e interpretato da Giancarlo Cauteruccio.
Nel gennaio 2006 la compagnia inaugura il progetto 1906BeckettCentoanni2006 con la prima nazionale del Trittico beckettiano: Atto senza parole 1, Non io, L’ultimo nastro di Krapp per il quale riceve il premio alla regia dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.
Picchì mi guardi si tu si masculu, scritto e diretto da Giancarlo Cauteruccio, in scena nel 2007, è un ulteriore episodio di quella drammaturgia in lingua calabrese che rappresenta un aspetto fondamentale della ricerca di Krypton. Nello stesso anno, a luglio, debutta al Castello dell’Acciaiolo a Scandicci, Progetto Orestea e nel 2008 vengono messi in scena due testi di drammaturgia contemporanea che ribadiscono l’adesione di Krypton alle tematiche dell’attualità e della crisi del mondo moderno:  a febbraio debutta Antartide o dell'immersione nel bianco, una drammaturgia poetica di Roberto Mussapi ispirata all’avventura tra i ghiacci dell’Antartide dell’equipaggio del capitano Shackelton. E a marzo va in scena Un uomo un gigante. Antonio Gramsci. La dignità, il coraggio, la forza, una drammaturgia poetica di Lorenzo Bertolani dalle Lettere dal carcere di Antonio Gramsci interpretato da Alessandro Haber.

Nel 2009  è la volta di Uno, nessuno e centomila 1nessuno100mila_duedi Luigi Pirandello con Fulvio Cauteruccio (nella foto) e l'adattamento di Giuseppe Manfridi, e del primo studio di Ritorno del soldato di Saverio Strati e Vincenzo Zicarelli 2009. Nel 2010 la compagnia,  nella  quale intanto ha assunto un ruolo sempre più distinto Fulvio Cauteruccio, sia come interprete che regista, porta in scena Terroni d’Italia, Panza, crianza, ricordanza tre pezzi sulla solitudine seguiti da Il ponte di pietra di Daniel Danis e da Partire tratto da un opera di Tahar Ben Jelloun.

Il 2011 è stata la stagione del ventennale e, con il titolo Witness/Testimoni, Krypton ha portato sul palcoscenico del Teatro Studio il meglio della ricerca italiana: Enzo Moscato, Marina Giovannini e Samuele Cardini, Motus, Artefatti, Luisa Cortesi, Fanny & Alexander, Muta Imago, Teatrino Giullare, Babilonia Teatri, Compagnia Italiana ed Ex Novo, Cristina Rizzo, Vita Accardi, Gogmagog.

Dal 22 al 27 novembre, anteprima della stagione 2012 che, sul loro sito, annunciano di prossima pubblicazione, Krypton presentano al Teatro Studio C.A.N.T.O. Visioni dal mito – Testi di Sofocle, Eschilo, Euripide. E dal 2 all'11 dicembre Giovin'Astri, la sesta edizione di Zoom Festival, panoramica sugli emergenti di teatro, danza, performance, video installazioni curata da Giancarlo Cauteruccio con la sezione Zoom Arte diretta da Pietro Gaglianò. (CLAUDIO ARMINI)

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Pubblicata Mercoledì 26 Ottobre 2011 16:09
Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Novembre 2011 18:12