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“A scuola di soccorso”, nelle scuole di Scandicci il progetto di Misericordia coinvolge 874 ragazzi

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La presentazione del progetto AssoSono 874 i bambini e i ragazzi delle scuole di Scandicci coinvolti nel progetto “Asso - A scuola di soccorso” sviluppato e promosso dalla Federazione regionale delle Misericordie della Toscana in accordo con l’Ufficio scolastico regionale. Nel nostro comune partecipano sette scuole dell’istituto comprensivo Rossella Casini, ovvero le quattro scuole d’infanzia Marciola, Rinaldi, Turziani e Sturiale, le primarie Gabbrielli e XXV Aprile e la secondaria di primo grado Rodari. Nella mattina di giovedì 23 gennaio 2020 alla scuola d’infanzia Turziani gli alunni, le insegnanti e i volontari della Misericordia di Lastra a Signa sezione di Scandicci, alla presenza dell’assessora alla Pubblica istruzione Ivana Palomba, hanno presentato il progetto che è al via in questi giorni. “A scuola i bambini e i ragazzi sviluppano sensibilità verso l’altro, attenzione ai bisogni e agli stati d’animo, prendendosene cura – spiegano i promotori di ‘Asso – A scuole di soccorso’ - da qui l’interesse della nostra Misericordia di concentrarsi su un progetto che possa sensibilizzare e favorire lo sviluppo di questi temi di interazione sociale ed aiuto all’altro in difficoltà attraverso svariate forme”. “Alunni e studenti vengono a scuola per imparare e per crescere – dice l’assessora alla Pubblica istruzione Ivana Palomba – progetti come quello presentato oggi sono particolarmente preziosi perché educano e insegnano fin dalla prima età a guardare agli altri, a diventare cittadini consapevoli e attivi all’interno di una comunità; per questo motivo il nostro ringraziamento va alla Misericordia e a tutti i promotori”.

Il progetto, totalmente gratuito, è articolato su quattro moduli e accompagna alunni e studenti dalle scuole dell’infanzia fino alle secondarie di secondo grado; i temi trattati seguono i contenuti del progetto “Buona Scuola” che il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Sanità hanno promosso ponendo come obbligo per i programmi formativi degli studenti ore di attività formativa sulle tecniche di primo soccorso.

l primo dei quattro percorsi è dedicato ai piccolissimi, bambine e bambini della scuola dell'infanzia, che attraverso una “storia in valigia” hanno l'opportunità di riflettere sui potenziali pericoli presenti a scuola e a casa e di conoscere da vicino il sistema di allerta 118, imparando a fare una chiamata corretta.

Per la scuola primaria l'obiettivo è il riconoscimento e la gestione delle emozioni, in particolare della paura, emozione predominante quando ci troviamo a fronteggiare un momento critico, come quello di emergenza. Successivamente, grazie anche all’ausilio di materiale didattico, i bambini vengono sensibilizzati al tema del soccorso ponendo l’attenzione sulla corretta valutazione dello scenario, sul primo intervento possibile ai bambini in età scolare ed infine su una corretta chiamata al 118.

Nelle scuole secondarie di primo grado i ragazzi e le ragazze coinvolte si trovano a porre l’attenzione sulla relazione di aiuto e soccorso, fondata sull’importanza dei rapporti umani focalizzati all’incontro e alla risposta dei bisogni altrui. Nella seconda parte del progetto, vengono trasmesse agli alunni conoscenze di primo soccorso e del comportamento da attuare in caso di malori ed infortuni.

Il progetto fissa anche percorsi per le scuole secondarie di secondo grado: rappresenta una sorta di maturità del primo soccorso, con la formazione all’utilizzo del defibrillatore automatico esterno per gli studenti maggiorenni; al termine del corso (di 5 ore) gli studenti conseguono la qualifica di esecutore BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation).

“In tutti e quattro i percorsi sia i bambini che i ragazzi, hanno un ruolo attivo e partecipato”, spiegano i promotori, “che permette loro di apprendere con estrema facilità i messaggi chiave e le nozioni, che talvolta rimangono indelebili”.

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Pubblicata Giovedì 23 Gennaio 2020 15:07
Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Gennaio 2020 16:48