Piazza Matteotti risulta così caratterizzata: all’estremità nord-occidentale il palazzo ottocentesco che accoglie ora la biblioteca, ma che ospitava in origine gli uffici comunali e la scuola elementare, al centro l’imponente monumento ai caduti della I guerra mondiale, innalzato nel 1926 dall’allora comune di Casellina e Torri.
E’ proprio nel rispetto di questa peculiare caratterizzazione che il progetto ipotizza una serie di interventi minimi, necessari e sufficienti alla sistemazione della piazza.
Ferma restando l’idea di rafforzare i caratteri propri della piazza, ampliandola fino ad accogliere la limitrofa Piazza Piave, facendo perno proprio sull’ex palazzo comunale, il piano di intervento riguarda la pavimentazione, l’illuminazione e l’arredo.
Questa zona, ricca di artigiani ed artisti, memore di riti sociali e ritmi quotidiani, conserva di queste abitudini la vivacità dei mercati settimanali e di quelli a cadenza periodica come quello dell’antiquariato, la ritualità degli incontri pomeridiani e del fare quattro chiacchere.
Sottolineare questo dinamismo non significa snaturare la piazza, ma potenziarne la vivibilità per le persone: che siano sedute o che camminino, che si riparino dal sole o che si godano i giochi dei bambini, affinché la piazza assuma il ruolo di colei che invita e chiama a sé, che rinnova e sollecita i contatti sociali.
Il progetto intende ricondurre il complesso architettonico ad una visione che recuperi il preesistente, agganciandolo al contemporaneo.
La piazza non è più specchio per gli edifici circostanti ma diventa essa stessa un qualcosa da osservare. «