Salta al contenuto principale Skip to footer content

Casa, l'assessore Mecca: "Serve un Patto Metropolitano per l'abitare"

Dettagli

Descrizione breve
"La scala giusta non è più quella del singolo Comune. I mercati della casa, i flussi di lavoro e di studio, le reti del trasporto pubblico, la distribuzione dei servizi e la pressione dei valori immobiliari hanno ormai una dimensione metropolitana. Continuare a rispondere in ordine sparso significa accettare che il problema cresca e che le disuguaglianze territoriali si approfondiscano"
Data:

20 Aprile 2026

Read time:

3 minuti

Image
piano abitare
piano abitare

Descrizione

Sulla questione della casa  "serve una strategia comune, capace di unire visione e strumenti. Serve un Patto Metropolitano per l’Abitare". Lo afferma l'assessore alla Rigenerazione urbana Saverio Mecca, che sarà tra i partecipanti all'incontro di confronto con la associazioni di categoria che si terrà domani - martedì 21 aprile- presso la Città Metropolitana di Firenze, nell'ambito del percorso verso il Piano Metropolitano Abitare Sociale.

Di seguito l'integrale della sua riflessione: 
"C’è un punto in cui una città, e ancora di più una città metropolitana, mostra la propria verità. Quel punto è la casa . Possiamo discutere di sviluppo, attrattività, transizione ecologica, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, qualità dei servizi. Ma se un numero crescente di persone non riesce più a vivere in modo dignitoso, accessibile e sostenibile nei luoghi in cui studia, lavora, cura e costruisce relazioni, allora vuol dire che qualcosa nel sistema territoriale si è rotto.
La questione abitativa non è più un problema marginale, né un tema riservato alle sole situazioni di maggiore fragilità. Riguarda giovani che non riescono a uscire di casa, studenti che non trovano alloggi sostenibili, famiglie che vedono crescere affitti e bollette, anziani che vivono in abitazioni energivore e costose, lavoratori essenziali che non riescono più ad abitare vicino ai luoghi in cui prestano servizio. Riguarda una fascia sempre più ampia di persone che non sono povere secondo le definizioni tradizionali, ma non riescono più a sostenere il costo complessivo dell’abitare.
La casa, oggi, non può essere solo un bene immobiliare - prosegue l'assessore -. È una infrastruttura sociale, territoriale ed ecologica. Tiene insieme lavoro, mobilità, salute, servizi, energia, qualità urbana, tempo di vita, equità. Quando il costo dell’abitare espelle persone e famiglie sempre più lontano dai luoghi del lavoro e delle opportunità, aumentano le disuguaglianze, si allungano gli spostamenti, cresce la dipendenza dall’auto privata, peggiora la qualità della vita e si indebolisce la stessa competitività del territorio. La crisi della casa, dunque, non è solo sociale: è urbana, economica, ambientale e democratica.
Per questo la scala giusta non è più quella del singolo Comune. I mercati della casa, i flussi di lavoro e di studio, le reti del trasporto pubblico, la distribuzione dei servizi e la pressione dei valori immobiliari hanno ormai una dimensione metropolitana. Continuare a rispondere in ordine sparso significa accettare che il problema cresca e che le disuguaglianze territoriali si approfondiscano. Serve invece una strategia comune, capace di unire visione e strumenti. Serve un Patto Metropolitano per l’Abitare.
Un Patto vero, però, non può limitarsi alle enunciazioni. Deve affrontare insieme alcuni nodi decisivi: il rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale; l’attivazione del patrimonio privato inutilizzato o sottoutilizzato; il sostegno al canone concordato; la costruzione di strumenti di garanzia e intermediazione; la riqualificazione energetica degli edifici; il contrasto alla povertà energetica; nuove forme di housing accessibile per studenti, giovani, lavoratori e dipendenti delle imprese; la ricucitura tra abitare, trasporto pubblico, servizi e qualità dello spazio urbano.
Oggi è necessario un vero Patto Metropolitano per l’Abitare che non si limiti alle dichiarazioni, ma costruisca una strategia condivisa tra istituzioni, sistema produttivo e cittadini. Un patto capace di promuovere investimenti privati e pubblici per l’edilizia sociale e accessibile, il recupero del patrimonio esistente, il riuso dello sfitto, il sostegno al canone concordato, la riqualificazione energetica degli alloggi e nuove forme di housing per studenti, giovani e lavoratori. Occorre avere il coraggio di promuovere anche investimenti pazienti: remunerati in tempi lunghi, ma redditizi in una visione sistemica della nostra società. Perché la casa, oggi, è uno dei luoghi in cui si decide il futuro del nostro territorio".

A cura di

U.O. Informazione e Comunicazione

La U.O. Informazione e Comunicazione gestisce e coordina i canali di comunicazione esterna attraverso cui il Comune informa, comunica e dialoga con i cittadini e i mezzi di informazione.
Ultimo aggiornamento:

20/04/2026, 15:54