'Fare insieme, con la natura': il libro di Stefano Mancuso e Daniela Mori sarà presentato lunedì 25 maggio alle 17,30 presso il Centro Rogers
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22 Maggio 2026
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Un progetto che sembrava quasi impossibile, un bosco che prende forma, una storia di persone che fanno cose insieme: il Bosco di Montopoli in Val d’Arno, realizzato da Unicoop Firenze nel 2022 su un’area precedentemente occupata da un allevamento intensivo, è questo e molto di più. Oltre all’importanza ambientale, il progetto è il punto di incontro fra mondo scientifico, impresa e comunità. Da questo dialogo è nato il libro 'Fare insieme, con la natura', a cura della giornalista Cristina Nadotti edito da Laterza e da maggio in vendita nelle librerie e nei punti vendita Unicoop Firenze: un faccia a faccia fra lo scienziato Stefano Mancuso – neurobiologo, professore e saggista che ha progettato il bosco – e Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, che ha dato gambe a un’idea, con un investimento di 2,2 milioni di Euro e una raccolta fondi popolare.
Lunedì 25 maggio, alle 17,30, al Centro Rogers in piazzale della Resistenza, si terrà la presentazione del libro. Saranno presenti gli autori, la curatrice e la sindaca Claudia Sereni.
Un’occasione per riflettere sul rapporto tra natura, comunità e città, a partire dall’esperienza di un bosco che diventa spazio condiviso, luogo di incontro e progetto collettivo.
Gli alberi , come gli uomini, hanno bisogno di cooperare per sopravvivere e, oggi più che mai, sembra importante ribadirlo, come spiega Daniela Mori in apertura del libro: "Le cooperative nascono da una spinta popolare: il fine implicito consisteva nel collaborare: fare insieme perché così si è più capaci di rispondere ai bisogni. In questa visione il primato non è dell’individuo, ma delle persone che agiscono insieme". Un principio che la natura applica meglio degli uomini, sempre più spinti verso un individualismo egoistico, spiega Stefano Mancuso in diversi passaggi del libro: "La cooperazione è essenziale per la vita in generale e questo lo dimostrano le mie amate piante: le organizzazioni vegetali sono sistemi cooperativi, poiché sono distribuite, orizzontali, senza una gerarchia". Infatti, come aggiunge Mancuso , "se si taglia un albero e si lascia un ceppo in un bosco, quel ceppo non muore e gli alberi vicino gli forniscono tutto quello di cui ha necessità per sopravvivere".
Di capitolo in capitolo, in un parallelismo continuo fra natura e società Mancuso e Mori dialogano di fiducia – una medaglia a due facce che porta vantaggio e impegno -, di comunità come motore di sopravvivenza della specie, di responsabilità sociale che per una cooperativa, sotto gli occhi dei soci che vigilano, "consiste in un impegno attivo a creare valore, sia per l’impresa che per la società e l’ambiente", come spiega Daniela Mori. Responsabilità è un impegno che rimanda al concetto di comunità: "Non si può avere responsabilità sociale e lavorare per i beni comuni se non si agisce per stimolare la partecipazione dal basso e per questo – dichiara Mori – abbiamo attivato anche un crowdfunding, perché ognuno sentisse questo bosco un po’ come suo". E poi ancora, il dialogo tra i due intervistati continua sfiorando temi come impresa e profitto, scienza e ricerca: mondi che devono dialogare perché secondo Mancuso, investire in ricerca "è il motore del progresso in qualunque società, con ricadute economiche, sociali, etiche e morali".

