Il Comune di Scandicci rafforza il proprio impegno nella promozione dell’inclusione e nel contrasto a ogni forma di discriminazione attraverso un percorso formativo rivolto al personale dipendente e agli amministratori. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’Accordo tra la Regione Toscana e le Pubbliche amministrazioni, tra cui Scandicci, aderenti alla Rete Nazionale RE.A.DY. Il via libera al progetto, finalizzato alla prevenzione e al contrasto della discriminazione, della violenza e del bullismo omo-bi-lesbo-transfobico, è arrivato con una delibera approvata dalla giunta guidata dalla sindaca Claudia Sereni.
Grazie alla collaborazione con Arci Gay Firenze e Associazione Nosotras, i dipendenti comunali potranno partecipare a laboratori formativi finalizzati alla diffusione di buone pratiche di accoglienza, alla riduzione degli stereotipi e allo sviluppo di competenze utili per intervenire in situazioni di discriminazione o difficoltà nei contesti lavorativi, associativi e cittadini.
Un primo appuntamento, che si terrà il 7 aprile, è rivolto agli assistenti sociali della Società della Salute Fiorentina Nord Ovest. Martedì 21 aprile l'incontro su "Alfabetizzazione su identità sessuale, forme e origini della discriminazione”, aperto a tutto il personale comunale.
Queste attività formative mirano alla costruzione delle competenze specifiche in ambito lavorativo e ad accrescere le conoscenze nella prevenzione della violenza di genere, nel contrasto a bullismo e stereotipi, e nella conoscenza delle realtà del territorio che operano a supporto delle vittime di discriminazione e violenza. L’obiettivo complessivo è contribuire a sviluppare una cultura dell’accoglienza e del rispetto delle diversità, con particolare attenzione alle tematiche legate all’identità di genere e agli orientamenti sessuo-affettivi.
"Come Amministrazione – afferma Federica Pacini, assessora alle Pari opportunità - riteniamo fondamentale investire nella formazione delle persone che ogni giorno lavorano a contatto con la cittadinanza. Costruire competenze significa non solo saper riconoscere e contrastare episodi di discriminazione, ma anche prevenire situazioni di disagio e creare ambienti più accoglienti e rispettosi per tutte e tutti".
"Questo percorso – prosegue – rappresenta un passo concreto per rafforzare una cultura dell’inclusione all’interno del Comune e nei servizi rivolti al territorio. Vogliamo che ogni persona si senta riconosciuta e tutelata nei propri diritti, e che la pubblica amministrazione sia sempre più preparata a rispondere con sensibilità, professionalità e responsabilità".