La Regione riconosce il 'Distretto Biologico del Territorio Fiorentino'
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17 Marzo 2026
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La via della Toscana al biologico segna un altro passo, grazie al riconoscimento da parte della Regione del Distretto biologico del Territorio Fiorentino. Oggi in Sala Pegaso a Palazzo Strozzi Sacrati, è stato presentato il nuovo Distretto: con il riconoscimento della Regione l’accordo sarà ora trasmesso al ministero dell’Agricoltura, per ottenere il riconoscimento formale del Distretto Biologico del Territorio Fiorentino. Risultato di un percorso di facilitazione, sostenuto da Fondazione CR Firenze, che ha messo insieme le aziende dei Comuni di Firenze, Signa, Lastra a Signa e Scandicci con il coordinamento della Rete Semi Rurali e delle pubbliche amministrazioni.
A far gli onori di casa il presidente Eugenio Giani e l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras. Con loro la sindaca di Scandicci, Claudia Sereni, il direttore della Rete Semi Rurali, Riccardo Bocci e la vice presidente della Fondazione CR Firenze, Maria Olivia Scaramuzzi. Sono intervenuti anche Paola Galgani, vicesindaca di Firenze, Emanuele Caporaso e Francesca Tozzi, sindaco e assessore di Lastra a Signa, il sindaco di Signa Giampiero Fossi e l’assessore di Scandicci Saverio Mecca, in rappresentanza dei municipi firmatari dell’Accordo di distretto.
Eugenio Giani ha dichiarato: “Oggi presentiamo il 13mo Distretto, che ha particolare importanza: interessa un’area di oltre 1.000 ettari e 95 aziende agricole, mettendo in collegamento soggetti pubblici e privati e conferma per la Toscana il ruolo di leader a livello nazionale per la presenza di Distretti biologici. In questa iniziativa si manifesta il valore aggiunto del territorio che riesce a creare una sinergia tra Comuni, agricoltori e comunità locali, facendone un perno per le politiche condivise su base territoriale e regionale”.
“Il riconoscimento del Distretto biologico del territorio fiorentino rappresenta un passo importante per rafforzare il ruolo dell’agricoltura biologica nella Toscana centrale e più in generale nel sistema rurale regionale – ha spiegato Leonardo Marras –. I distretti bio sono strumenti fondamentali per promuovere modelli di sviluppo sostenibile, capaci di valorizzare le produzioni locali, tutelare l’ambiente e creare nuove opportunità per le imprese agricole. Per noi, sostenerli significa investire nella qualità, nel paesaggio e nella competitività del nostro sistema agroalimentare”.
I distretti biologici rappresentano il 42% della superficie agricola utilizzata coltivata con metodo biologico, sono 13 in totale quelli riconosciuti ed interessano 76 comuni, di cui 59 ricadenti nella cosiddetta Toscana diffusa e 5214 aziende agricole. Con l'approvazione della legge regionale 51 del 2019, la nostra è stata tra le prime Regioni in Italia a dare un segnale forte di attenzione verso la sostenibilità. A maggio si terrà il prossimo tavolo regionale dei distretti biologici.
La legge regionale impone un vincolo: affinché il distretto nasca, almeno un terzo dei Comuni del territorio interessato deve aderire all'accordo; la norma obbliga le amministrazioni comunali a impegnarsi formalmente per adottare politiche attive mirate alla tutela dell'uso del suolo; la riduzione della produzione di rifiuti; la difesa dell'ambiente; la promozione delle produzioni biologiche e lo sviluppo dell'agrobiodiversità.
"Il riconoscimento ufficiale da parte della Regione segna un passaggio fondamentale per il Distretto biologico e per tutti i soggetti che hanno creduto in questo progetto fin dall’inizio – dichiara la sindaca di Scandicci Claudia Sereni –. Il Distretto è il risultato di un lavoro condiviso tra amministrazioni, realtà agricole, associazioni e istituzioni del territorio che hanno scelto di investire su un modello di sviluppo fondato sulla qualità delle produzioni, sulla tutela dell’ambiente e sulla valorizzazione del paesaggio agricolo. Per Scandicci questo traguardo rafforza un percorso già avviato negli ultimi anni per sostenere l’agricoltura biologica e promuovere una relazione sempre più stretta tra città e territorio rurale. Il Distretto è uno strumento concreto per mettere in rete competenze, esperienze e opportunità, favorendo nuove progettualità e sostenendo il lavoro delle aziende agricole che contribuiscono a mantenere vivo e curato il nostro territorio".
Il soggetto referente del Distretto Biologico Fiorentino sarà Rete Semi Rurali, ente nazionale del terzo settore composto da 40 associazioni che lavorano per promuovere la biodiversità coltivata e l'agroecologia in agricoltura. Il direttore, l’agronomo Riccardo Bocci, ha affermato: “I distretti biologici stanno crescendo in Italia e in Toscana, segno dell’interesse degli attori del settore a costruire nuovi sistemi territoriali più sostenibili e attenti all'ambiente, per ripensare politiche e pratiche agricole in chiave locale. La forza del nuovo Distretto Biologico del Territorio Fiorentino sta nell’aver messo insieme Scandicci, Firenze, Lastra a Signa e Signa con altri Comuni, come Bagno a Ripoli, che hanno già manifestato l’interesse ad aderire per valorizzare territori e comunità”. In sala per Rete Semi Rurali anche Daniel Monetti, biologo, che sarà il coordinatore del Distretto Biologico del Territorio Fiorentino.
"Fondazione CR Firenze non può che essere lieta di questo riconoscimento poiché ha creduto in questo percorso e ne ha garantito la realizzazione sostenendo interamente il lavoro di Rete Semi Rurali - afferma Maria Oliva Scaramuzzi , vice presidente di Fondazione CR Firenze -. Questo lungo processo che ha messo insieme soggetti diversi, competenze e visioni ci dimostra come questa iniziativa abbia una costruzione collettiva fondata su una responsabilità condivisa pubblico-privata. Il Distretto non è un punto di arrivo, anzi un inizio importante con obiettivi ambiziosi: rafforzare le filiere locali, tutelare l’agrobiodiversità, valorizzare il paesaggio agrario, promuovere sistemi alimentari più equi e sostenibili e consolidare una governance territoriale capace di guardare lontano. Tutti temi che si sposano bene con la nostra missione per la città e il territorio”.
“Oggi diamo l’avvio a questo progetto, ringrazio tutti coloro che ci hanno lavorato, dalla Rete Semi Rurali ai Comuni che con noi hanno avviato questo percorso, alla Fondazione CR Firenze che lo ha sostenuto fino alla Regione Toscana che oggi riconosce e ufficializza questa alleanza” ha detto la vicesindaca a del Comune di Firenze Paola Galgani . “Un grazie particolare va poi alle aziende agricole biologiche che hanno aderito con entusiasmo e che esistono e vanno sostenute anche nella nostra città. L’attività vera e propria su cui ora siamo tutti impegnati per sostenere questo percorso che, speriamo si allarghi ancora e che raggiunga gli obiettivi per cui è nato, fa ora un importante passo avanti per la sostenibilità della nostra area metropolitana. Non si tratta semplicemente di incrementare il biologico, ma di abbracciare una visione sistemica e interdipendente dove la qualità della vita in città è indissolubilmente legata alla salute della nostra campagna. Vogliamo rafforzare una filiera che non solo produce cibo sano e di qualità, ma che è anche la principale custode della biodiversità, del paesaggio e della resilienza climatica del nostro territorio. Invito tutte le aziende agricole, le associazioni e i soggetti pubblici e privati a cogliere questa opportunità”
Secondo il sindaco di Lastra a Signa Emanuele Caporaso, “l’agricoltura biologica è una sfida impegnativa ma necessaria, e oggi più che mai abbiamo bisogno di rilanciarla con convinzione. In questi anni siamo riusciti a costruire una rete di agricoltori che hanno creduto in questo modello, ma adesso serve fare un salto di qualità. Il distretto può e deve diventare uno strumento per promuovere una cultura del cibo che aiuti a distinguere il valore del biologico rispetto alla produzione convenzionale, rendendo evidente l’impatto positivo che ha sull’ambiente, sulla salute e sulla dignità di chi lavora la terra. Inoltre, sono convinto che, grazie alla creazione del distretto, le aziende che ne faranno parte avranno una maggior capacità di attrarre finanziamenti europei”. Infine, Giampiero Fossi, sindaco di Signa, che si è detto “convinto che questo intervento possa costituire una buona partenza. Adesso dobbiamo essere uniti e sapere che abbiamo fatto della strada, abbiamo concretizzato quelle che erano idee e valori, consci comunque che i passi da fare sono ancora tanti e numerosi. Ma riusciremo a farli perché la sinergia tra i comuni, unita all'attenzione della Regione, rappresentano una garanzia di successo di quello che ormai è ben più di un progetto. In tal modo lasceremo un segno importante nell'ambiente dei nostri territori, capace di andare oltre il valore squisitamente ambientale”.
(comunicato stampa redatto da Toscana Notizie)


