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Turismo in crescita a Scandicci, presenze in aumento del 13%

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La sindaca Sereni: "I dati di questo studio dicono che Scandicci sta diventando una destinazione turistica sempre più attrattiva. Sicuramente è una notizia positiva, perché il turismo deve rappresentare un'opportunità per tutte le realtà del nostro territorio. Allo stesso tempo, siamo consapevoli che si tratta di numeri che ci parlano di una crescita sostanziale, che va accompagnata e governata"
Data:

23 Settembre 2026

Tempo di lettura:

5 minuti

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Irs
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Il turismo a Scandicci aumenta, e lo fa in modo maggiore rispetto alla media italiana. È quanto emerge dallo studio 'Scandicci si misura', commissionato dall'Amministrazione comunale all'Istituto per la ricerca sociale (Irs) e presentato ieri, martedì 22 settembre, nell'auditorium di piazzale della Resistenza.

Secondo i dati diffusi, nel 2024 rispetto al 2023 a Scandicci risultano in aumento sia le presenze (notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi), che crescono del 13% con 7.150 unità in più, che gli arrivi (clienti che hanno effettuato il check-in negli esercizi ricettivi), che segnano un + 9% (2.094 unità in più).

In sostanza, il turismo a Scandicci segue, con valori più elevati, il trend positivo italiano dove sono stati rilevati aumenti medi (nelle presenze e negli arrivi) del 4%. 
In città, come nel resto dell'Italia, è prevalente la clientela italiana, ma il turismo internazionale si conferma in forte crescita, con incrementi nel 2024 rispetto all'anno precedente del 16% per le presenze e del 18% per gli arrivi.

Al momento il comparto degli esercizi alberghieri resta quello privilegiato dai turisti (62%), ma il comparto extra-alberghiero sta crescendo in modo evidente (rispetto al 2023 nel 2024 si registra un incremento dal 33% al 38%). 
L’aumento degli arrivi, infatti, è più marcato negli esercizi extra-alberghieri dove si registra +23%, pari a 1.834, contro il 2% degli esercizi alberghieri, pari a 260. Il trend è in linea con quello italiano.

Per quanto riguarda gli ospiti stranieri, nel dettaglio l'aumento è più marcato nel comparto extra-alberghiero (+29% gli arrivi, pari a 1.154, e +30% le presenze, pari a +4.050), mentre la crescita si attesta su valori più contenuti per gli esercizi alberghieri (+2% gli arrivi pari a 58 clienti, e -3% le presenze pari a -371).

A confermare la crescita del turismo a Scandicci, il dato che in città tra il 2023 e il 2025 è stato creato il 70% delle strutture ricettive presenti. Si tratta nella maggior parte dei casi di locazioni turistiche non imprenditoriali, che solo 2025 rappresentano il 93% delle nuove strutture create, con un incremento del 17% rispetto al 2023.

"I dati di questo studio dicono che Scandicci sta diventando una destinazione turistica sempre più attrattiva. Sicuramente è una notizia positiva, perché il turismo deve rappresentare un'opportunità per tutte le realtà del nostro territorio – afferma la sindaca di Scandicci Claudia Sereni -.  Allo stesso tempo, siamo consapevoli che si tratta di numeri importanti, che ci  parlano di una crescita sostanziale, che va accompagnata e governata. Tra il 2023 e il 2025 le strutture ricettive sono aumentate del 70%. Il quadro è quello di una nuova economia che è già tra noi,  ma non lo è in maniera organizzata e strutturata. Non dobbiamo aspettare che anche a Scandicci si creino squilibri tra la funzione residenziale e quella turistica: dobbiamo intervenire per tempo".
"Sulla strategia dell'abitare abbiamo ampio margine di lavoro: lo studio condotto dall'Irs ci dice che a Scandicci ci sono circa 3.200 alloggi sfitti, un patrimonio che va innanzitutto conosciuto meglio e che può rappresentare un'opportunità per la residenza. La sfida è trovare un equilibrio, facendo in modo che la crescita del turismo non avvenga a discapito della possibilità di vivere e abitare la nostra città.
Per farlo servono scelte forti, innovative, che possano essere di ispirazione anche per una politica di pianificazione che riguardi tutta la Città Metropolitana.
Il nostro obiettivo, quindi, non è frenare il turismo, ma costruire le condizioni perché possa crescere in modo sostenibile. Per farlo servono scelte 
Sappiamo che Scandicci è parte integrante di una dimensione metropolitana, e proprio per questo dobbiamo affrontare questi fenomeni con una visione complessiva,  muovendosi in sinergia con le altre amministrazioni del territorio".

La mappatura realizzata dall'Irs per conto del Comune ha censito 3.211 abitazioni sfitte, pari al 14% del patrimonio abitativo presente sul territorio comunale. I proprietari sono 3.734, per il 92% persone fisiche e per l'8% persone giuridiche; prevale la piccola proprietà, con il 56% degli immobili in comproprietà. La superficie complessiva delle abitazioni vuote è di 345.274 metri quadrati.

L'indagine evidenzia come la quota maggiore sia costituita da abitazioni di grandi dimensioni: il 34% degli immobili (1.097 alloggi) ha una superficie compresa tra 96 e 150 metri quadrati, caratteristica che in molti casi potrebbe consentire interventi di frazionamento per aumentare l'offerta abitativa.

Tra gli immobili intestati a persone giuridiche, che sono complessivamente 248, il 28% appartiene a enti del Terzo settore, il 21% a società immobiliari, il 18% a realtà agricole e il 12% a imprese edili.

Dal punto di vista territoriale, il 57% delle abitazioni sfitte è concentrato nella 'Città compatta'. La quota più elevata si registra nel centro storico di Scandicci (15,2%), seguito da Casellina (12,3%), San Giusto-Le Bagnese (10,7%), Nuovo Centro (10,2%), Vingone (8,7%), San Colombano-Badia a Settimo (6%), San Vincenzo a Torri (5%), Rinaldi (3,8%), San Martino alla Palma-Santa Maria a Marciola (3,8%), Mosciano-Casignano-Giogoli (3,8%), Piscetto (3,1%), Olmo-Borgo ai Fossi (2,4%), Capannuccia-Viottolone (2,4%), Poggio Secco (2,1%) e altre zone del territorio (10,3%).

"Questa mappatura è un punto di partenza importante – prosegue la sindaca Claudia Sereni -. Il nostro compito ora è capire meglio questo patrimonio, conoscere le ragioni della sua inutilizzazione e individuare gli strumenti per riportarne almeno una parte sul mercato.
La questione casa è centrale. L'aumento dei costi e la difficoltà a trovare abitazioni accessibili rischiano di rendere più difficile vivere e lavorare sul nostro territorio. Anche la crescita del turismo e delle locazioni turistiche va quindi letta dentro questo quadro più ampio: non è il turismo il problema, ma dobbiamo evitare che la trasformazione di una parte del patrimonio abitativo riduca ulteriormente le possibilità per chi cerca una casa in cui vivere. Dobbiamo lavorare prima di tutto sul patrimonio che già abbiamo, senza pensare che la risposta al bisogno abitativo possa essere soltanto costruire nuovi edifici e consumare altro suolo".

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U.O. Informazione e Comunicazione

La U.O. Informazione e Comunicazione gestisce e coordina i canali di comunicazione esterna attraverso cui il Comune informa, comunica e dialoga con i cittadini e i mezzi di informazione.
Ultimo aggiornamento:

23/09/2026, 12:39