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cartello_sposi_02ridIl Sindaco ha fatto rimuovere i cartelli che invitano a nozze e feste di matrimonio. E ha scritto ai neosposi ed ai parroci di Scandicci per chiedere più attenzione e collaborazione al mantenimento del decoro della città.
“Cari sposi”, oppure “Cari parroci”. Due lettere distinte, firmate di pugno dal sindaco. La prima indirizzata ai neo sposi per “augurare una lunga e felice vita insieme” ma anche per rimproverarli di quella che, da anni, è un'usanza molto diffusa: mettere ai pali della segnaletica stradale cartelli che invitano a nozze e feste e restano, poi, appesi in città per mesi. Per il sindaco, un fatto davvero indecoroso. “Aiutiamo pure gli invitati a trovare i luoghi del festeggiamento”, scrive Simone Gheri, “ma si abbia almeno il buon senso, una volta finita la cerimonia, di mandare parenti e amici a togliere quei fogli di carta che rendono disordinata la nostra città”. Questa volta, ricorda il sindaco, a rimuoverli è stato il Comune. E senza recapitare agli sposi -rintracciati dopo una scrupolosa ricerca anagrafica- le sanzioni previste. Ma, scrive Gheri, “passate voce, a chi dei vostri amici è in procinto di sposarsi, di attenersi alle nostre richieste”.
La seconda lettera, invece, è recapitata ai parroci di Scandicci, per chiedere a loro -che preparano e accompagnano le coppie al matrimonio- “un piccolo aiuto al nostro impegno quotidiano per tenere la nostra città più decorosa”. L’aiuto, scrive Simone Gheri, “è quello di ricordare alle famiglie che si rivolgono alle vostre parrocchie di limitare al massimo il numero di cartelli affissi in città, di attaccarli soltanto il giorno prima della cerimonia e in modo da non coprire la segnaletica stradale; in ogni caso i familiari e gli amici devono passare a toglierli la sera stessa”. Perchè, conclude il sindaco, “mantenere la nostra città con decoro è possibile soltanto con il contributo e l'attenzione di tutti”.